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San Salvario

Crocetta: Nel documento più antico riguardante il quartiere della Crocetta, datato 1588, viene citata la volontà di una pia donna, Maddalena Groppello da Soncino, di costruire una cappelletta, a sue spese, per una grazia ricevuta dalla Beata Vergine e di porla sotto la giurisdizione di Santa Maria di Piazza, retta all'epoca dai Carmelitani. Da allora la chiesa ha subito vari ampliamenti, ma è rimasta punto di riferimento per tutto il quartiere. Il quartiere oggi comprende i corsi più belli della città con palazzi signorili abitati dalla Torino che ama il centro ma non troppo. Ricca commercialmente la zona del mercato, elegante ed esclusiva l'isola pedonale, tecnologica la zona del Politecnico. Il quartiere Crocetta rimane sempre tra i più richiesti e garantiisce un sicuro investimento immobiliare.

Possiamo suddividere idealmente il quartiere in 4 zone:
Crocetta San Secondo (zona azzurra): fascia di territorio compresa tra corso Re Umberto e la ferrovia di via Sacchi; interessanti palazzi su corso Re Umberto e via Sacchi dal Mauriziano fino a corso Vittoorio Emanuele II, intensamente commerciale via San Secondo con patrimonio edilizio in parte signorile sulle vie traverse.
Crocetta tra i grandi corsi (zona verde): fascia di territorio compresa tra corso Re Umberto e corso Duca degli Abruzzi, comprende un patrimonio edilizio quasi interamente di qualità sia per i palazzi d'epoca sia per le realizzazioni degli anni '60 - '80.
Crocetta ovest - Politecnico (zona gialla): ottimo patrimonio edilizio, zona residenziale interessante e comoda per la ricchezza di servizi.
Isola pedonale della Crocetta (zona rosa): la più esclusiva con pochi scambi e prezzi elevati.

San Salvario: Un tempo quartiere molto commerciale, perché prossimo al centro e al servizio ferroviario, si è trasformato con l'evoluzione della società moderna in un quartiere di emarginazione e variegate problematiche sociali. Alterna stabili molto belli, ben abitati e signorili, ad altri di ringhiera e talvolta degradati, abitati spesso da extracomunitari non sempre regolari. Negli ultimi anni però, è stato fatto un notevole lavoro da parte delle istiituzioni per cercare di riportare alla normalità questo spicchio molto caratteristico di Torino e il procedimento pare ben avviato. Converrebbe quindi investire in questa zona con previsione di discreti ricavi a lungo termine.